Bevo pivo finchè vivo

Dopo un’altra imperdonabile latitanza eccoci con un nuovo articolo.
Per il titolo ho preso spunto da un detto triestino perchè la birra di cui vi voglio parlare viene proprio da Trieste ed in particolare da un birrificio che ha le sue origini nel 1766, il brrificio in questione è Theresianer. per chi no nlo sapesse pivo in lingua ceca significa birra.

In particolare oggi vi voglio parlare della:

Theresianer Premium Pils20160630_202414

Questa birra ha vinto numerosi premi che ne raccontano la qualità, per i quali vi rimando al sito per maggiori dettagli. La storia è sicuramente importante ma a noi interessa soprattutto l’assaggio e quindi procediamo.

Il profumo intenso del luppolo la fa da padrone donando alla birra una fresca fragranza. Il cappello di schiuma è cremoso e compatto ed ha una buona persistenza. La carbonatazione è  nella media come in quasi tutte le birre di questa tipologia.

Il gusto è pulito e fresco con un sentore di malto e un accennato retrogusto di agrumi. Il finale è asciutto con un amaro appena pronunciato. Sicuramente una birra molto fresca adatta alle stagioni calde. Avrei preferito delle note amare più decise nel finale, ma indubbiamente annovero questa pils tra le mie compagne preferite insieme ad una buona pizza o ad un fritto di pesce.

Tipologia Pilsner
Colore Giallo paglierino
Gradi 5 %
Temperatura 6-8°C

Riferimenti
sito web: http://www.theresianer.com/

Mandarini cinesi nella birra? Perché no.

Ben ritrovati a tutti.

Oggi vi voglio parlare di una birra adatta alle calde serate estive. Una birra che proviene da un birrificio a me molto caro il Birrificio Turbacci, al quale tra non molto dedicheremo un articolo specifico.

Andremo ad assaggiare la Kumquat Saison.

Kumquat Saison

Kumquat Saison

Abbiamo quindi un altra saison molto interessante. Come voi sapete le saison sono una tipologia di birra chiara ad alta fermentazione tipiche della Vallonia, una regione del Belgio a lingua francese. Sono birre con una gradazione “amichevole” (tra i 5° e gli 8°) quindi di facile bevuta.

Kumquat

Kumquat

Questa Saison ha la particolarità data dall’aggiunta dei mandarini cinesi (Kumquat per la precisione) in cottura.

 

Questo fa si che la birra sprigioni un intenso aroma di agrumi che sinceramente apprezzo molto. La schiuma è di un bianco intenso e la carbonatazione è nella norma per questo tipo di birra.

 

L’attacco è subito molto citrico, proprio grazie all’aggiunta dei kumquat in cottura. Si lascia presto il posto ad un gusto amaro molto gradevole che rende questa birra molto molto fresca.

Kumquat Saison

Kumquat Saison

Il retrogusto è ancora piacevolmente amaro con qualche sentore ancora di agrumi. Che dire è semplicemente buona. Una birra fresca, dissetante e per questo particolarmente indicata per il periodo estivo.

Se potete fate un salto da Turbacci, da poco questa birra è stata anche imbottigliata per cui potrete portarvela a casa e gustarvela quando volete.

 

Buona bevuta!!!

Tipologia Saison(con aggiunta di mandarini cinesi)
Colore Giallo chiaro
Gradi 6 %
Temperatura 9-10°C

 

 

 

Siamo tornati!!! E via di Pils.

Salve a tutti, dopo molto silenzio torno a scrivere sulla mia bevanda preferita.

Anche questa volta devo ringraziare il caro Attilio per avermi fornito il presente birrino che vado or ora a descrivervi.

Era OttantaTRE La Pils

Questa birra è distribuita da Doreca è inizialmente stata prodotta dalla Birreria Pedavena di Belluno.

Era OttantaTre La Pils

Era OttantaTre La Pils

Vediamo di capire cosa di cosa stiamo parlando. Questa pils si presenta con un colore dorato chiaro ed una buona schiuma bianca e abbastanza persistente. La carbonatazione è nella media e rende facile la bevuta.

Una forte note maltata e dei sentori floreali caratterizzano l’aroma di questa birra. L’attacco è ben bilanciato tra il malto ed un leggero gusto amarognolo che aumenta verso il finale che rimane asciutto e pulito conferendo alla birra una buon bevibilità. La gradazione è onesta (5,2%) ed adatta alla tipologia.

Si tratta in definitiva di una birra non eccezionale che a fatica riesce ad alzarsi dalla media delle sue concorrenti. Ad ogni modo è ugualmente molto godibile ed adatta a questo periodo in cui il caldo la sta facendo da padrone.

Per cui non vi resta che provarla e come sempre… Buona bevuta!!!

Tipologia Pils
Colore Dorato chiaro
Gradi 5,2%
Temperatura 8-9°C

 

Lo “strano” caso della Birra del Borgo

Cari amici di bevute eccoci di nuovo qui con voi.

Questa volta farò un articolo un pò diverso dal solito. Non vi parlerò di quello che ho bevuto in settimana, ma ci concentreremo su un paio di notizie (in particolare una a dire il vero) che hanno sollevato un vespaio nel mondo della birra artigianale italiana sia per gli addetti che per i semplici appassionati.

Sto parlando ovviamente dell’acquisizione di Birra del Borgo da parte del colosso Anheuser-Busch (AB) InBev. Ho letto innumerevoli articoli e ascoltato i pareri più diversi e mi sono fatto la mia idea che vorrei condividere con voi.

Per prima cosa analizziamo bene i fatti. Ab InBev ha acquisito il 100% di Birra del Borgo, lasciando il suo patron come amministratore delegato. Una mossa ormai comune per queste multinazionali che acquistano marchi italiani. Non a caso la Unilever fece esattamente lo stesso con le gelaterie Grom.

Da questo si è alzato un polverone tra chi (pochi devo dire) ha visto nell’acquisizione un riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto dal fondatore Leonardo di Vincenzo e chi invece ha paventato la fine dell’artigianalità del marchio con una conseguente diminuzione della qualità. Numerose sono state infatti le critiche soprattutto sui Social non solo da parte degli appassionati, ma anche dai fondatori di altri birrifici, primo fra tutti il famoso Teo Musso di Baladin.

A questo punto mi viene da chiedere: ma veramente qualcuno può arrivare a credere che una multinazionale possa acquisire un marchio che ha fatto dell’artigianalità e della qualità un vessillo per anni, per trasformarla radicalmente aumentando la produzione a discapito della qualità?

Io credo che questa multinazionale (come altre del resto)  si sia accorta del crescente interesse verso la birra artigianale in Italia e abbia giustamente pensato di investire in un fenomeno nuovo (ricordo che il mercato della birra artigianale rappresenta solo il 3%) con notevoli possibilità di crescita. Non credo, inoltre, che la stessa multinazionale possa avere l’interesse a modificare radicalmente un prodotto che sta avendo un buon successo.

Per concludere io vedo questa situazione in modo positivo. da una parte il riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto da Birra del Borgo, dall’altro l’opportunità della stessa di poter crescere potendo contare su delle risorse che non si sarebbero potute trovare da nessuna altra parte.

Ad ogni modo vedremo come si evolverà la situazione nel futuro. E voi che ne pensate?

A presto e buona bevuta!!!

Una interessante brianzola.

Salve o appassionati birrofili,

la birra di cui vi voglio parlare oggi è frutto di un dono da parte di un mio collega che ringrazio. La birra in questione è prodotta dal Birrificio Rurale di Desio.

Il birrificio nasce inizialmente a Pavia nel 2009, dalla passione di 5 amici amanti dell’augusto nettare. Pian piano il progetto è cresciuto e ha portato i 5 colleghi a spostarsi,

nel 2013, a Desio nel cuore della Brianza. Anche in questo caso uno dei fondatori è un Ingegnere informatico, che il karma mi stia mandando un messaggio??

Ad ogni modo in breve tempo, il birrificio ha ottenuto sempre maggiore attenzione portando anche numerosi premi per le birre prodotte. Una bella realtà italiana quindi, che vi consiglio quanto meno di esplorare.

Ma veniamo alla birra in esame. Parliamo oggi della 3° Miglio, una APA decisamente notevole.

3° Miglio

Questa birra si presenta immediatamente con un profilo di tutto rispetto in quanto ha vinto, al concorso Birra dell’Anno promosso da Unionbirrai del 2010, il primo posto nella

3° Miglio

3° Miglio

categoria “Birre ad alta fermentazione tra i 12° e 16° Plato” (per chi non lo sapesse i gradi plato misurano la densità di saccarosio, cioè di zucchero, nella birra). Quindi con grande rispetto mi appresto all’assaggio.

A naso si avvertono degli intensi sentori di agrumi che invitano subito all’assaggio. La schiuma ha una buona corposità, ed anche la carbonatazione non è eccessiva.

In bocca gli aromi si mischiano inizialmente a delle note maltate per poi passare prepotentemente la mano ad un gusto amaro intenso e avvolgente dato dall’abbondante luppolatura. Il retrogusto rimane intensamente amaro e pulito ed invoglia “pericolosamente” ad una ulteriore bevuta. Dato il mio amore per questa tipologia di birra, non posso non apprezzare la 3° Miglio, sicuramente da non perdere per gli appassionati delle APA. Se devo trovare un difetto è che si trova solo nel formato da 33cl in bottiglia (la potete anche acquistare nei fusti da 20, 25 e 30 litri, ma quello è alcolismo :))

Date le premesse non mi resta che provare anche le altre birre di questo ottimo birrificio. Nel frattempo… buona bevuta a tutti!!!

Tipologia APA
Colore Dorato chiaro
Gradi 5,8%
Temperatura 10-12°C

Sito Web:  http://www.birrificiorurale.it/

Facebook: https://www.facebook.com/BirrificioRurale/

Il vento (forte) che ci piace.

Cari lettori, stavolta andiamo a presentarvi una birra da… primato!

Realizzata con un luppolo utilizzato per la prima volta in Europa, si tratta di una IPA che ha lasciato il segno nei nostri cuori. Ma procediamo con ordine: Vento Forte è uno dei birrifici più amati in Italia, tanto da arrivare al quarto posto nella categoria “emergenti” al concorso Birraio dell’Anno che si è svolto a Firenze in Gennaio.

Con base a Bracciano, in provincia di Roma, grazie al suo mastro birraio Andrea Dell’Olmo questo birrificio ha portato in Italia tutti i profumi e gli aromi che rappresentano le produzioni americane fortemente caratterizzate del luppolo, IPA e APA su tutte ovviamente. A chi non ha avuto modo di apprezzare la crescita di questo birrificio, consiglio vivamente di non farsi sfuggire le sue produzioni, distribuite esclusivamente in cask: ebbene sì, per scelta del birraio, allo scopo di preservarne la freschezza, le birre Vento Forte si possono bere solo alla spina (o se proprio le volete bere a casa, affidatevi al growler dove possibile). Per un breve periodo in principio sono state disponibili anche in bottiglia, ma ora solo alcune ricette arrivano ad essere imbottigliate, questo vale ad esempio per la Cargo, che essendo una porter può sfruttare l’invecchiamento a suo favore.

Chiudendo questa lunga premessa, passiamo alla birra in questione, la Hello Pekko!

Hello Pekko

HeloPekko

Il nome ovviamente è un omaggio al luppolo che la contraddistingue, il Pekko, precedentemente conosciuto con il codice ADHA 871, almeno prima della sua consacrazione. Il nome deriva dal dio finlandese della coltivazione, l’origine è americana.

La Hello Pekko è una IPA caratterizzata da un colore dorato carico, un aspetto più profondo delle produzioni “session” a cui ci ha abituato questo birrificio. La schiuma che si forma nel bicchiere è abbastanza compatta ma non molto persistente. I profumi non sono esplosivi come le IPA fruttate e tropicali a cui ci stiamo abituando, piuttosto si ritrovano fragranze più complesse e meno ruffiane, che mi hanno ricordato i fiori di campo, l’erbaceo e solo successivamente gli agrumi… per me estremamente piacevoli.

Hello Pekko

Hello Pekko

Alla bevuta si ritrovano coerentemente gli aromi floreali e agrumati. Ad una seconda bevuta ho riscontrato aromi un po’ più resinosi, ma sempre caratterizzati da un amaro ben bilanciato, non esagerato e capace di aiutare la birra a scendere giù facilmente, nonostante il tenore alcolico non da poco (7,0%). Il finale è amaro e pulito, molto fresco.

Quindi nonostante non si tratti di una session, con queste premesse si corre il “rischio” di berne a litri bicchiere dopo bicchiere… per me una birra validissima, che vanta il primato di essere stata la prima ad utilizzare il luppolo Pekko in questa zona del mondo, quindi un plauso ad Andrea Dell’Olmo per la capacità di bilanciare così bene un prodotto così poco collaudato!

Buone bevute a tutti e a presto!

Tipologia IPA
Colore Dorato carico
Gradi 7,0%
Temperatura 6-8°C

 

Mosaic Black IPA

Bentornati amici miei,

siamo di nuovo qui per parlare di qualche nuova chicca che il vostro esploratore brassicolo ha provato questa settimana.

Apriamo le danze

Mosaic Black IPA

Ecco di nuovo una birra abbastanza particolare. Si tratta di un Black IPA, molto corposa, prodotta dal birrificio danese Mikkeller.

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Una particolarità è data in questo caso dal fatto che questa birra si trova confezionata in lattina. Sembrerebbe che questa tipologia di contenitore per il nostro beveraggio preferito stia prendendo sempre più piede sul mercato rispetto al classico vetro. In effetti i vantaggi della lattina sono evidenti, maggiore protezione dagli agenti atmosferici, maggiore praticità e anche dal punto di vista estetico la possibilità di lavorare graficamente su tutta la superficie disponibile. Sarà la lattina che sostituirà il vetro nel prossimo futuro, sinceramente non saprei, come me ci sono ancora molti affezionati al vetro, ma come al solito la massa deciderà per noi ;).

Mosaic Black IPA

Mosaic Black IPA

Ma andiamo a descrivere la birra in questione.

Subito la schiuma si presenta massiccia versandola nel bicchiere. E’ densa e sicuramente molto persistente. Il colore è di uno scuro intenso e la carbonatazione è nella media.

L’aroma è fruttato con un lieve sentore di caffè. Al gusto si palesa il sapore di malti tostati e cacao, mentre il la p
resenza del luppolo americano Mosaic si avverte ma non è preponderante. Il finale è asciutto con ancora sentori di caffè ed ha un retrogusto amaro piacevolmente persistente.

In definitiva un black IPA molto particolare, che a me ricorda molto una porter per certi versi. Da provare se amate provare qualcosa di non convenzionale e se amate il retrogusto amaro che rimane a soddisfare il vostro palato.

Ci si vede alla prossima e buona bevuta.

Tipologia Black IPA
Colore Bruno intenso
Gradi 6,8%
Temperatura 12-14°C

 

Ne vale veramente la PENA!!!

Salve birromani, oggi vi voglio parlare di una iniziativa che ho scoperto in una delle mie scorribande brassicole. Sto parlando del birrificio Vale la Pena, Il birrificio è stato creato da la Semi di Libertà, una Onlus nata nel 2013 da una esperienza nel carcere romano di Regina Coeli allo scopo di interrompere o almeno limitare la problematica legata alla recidività dei detenuti. Il birrificio Vale la Pena nasce nel 2014 da un progettvaleLaPenao cofinanziato dal MIUR e dal Ministero della Giustizia ed in esso i detenuti, che provengono dal carcere romano di Rebibbia, vengono formati e avviati all’inclusione professionale nella filiera della birra.

L’impianto si trova nei locali dell’Istituto Tecnico Agrario Sereni di Roma. Qui gli studenti partecipano con i detenuti alle diverse attività formative e partecipano a lezioni sul consumo alcolico consapevole. Data la valenza sociale dell’iniziativa numerosi Mastri Birrai hanno collaborato alla realizzazione delle numerose birre del Vale la Pena, come Marco Meneghin (Stavio), Luigi D’Amelio (Extraomnes), Paolo Mazzola (Castelli Romani) e molti altri.

A questo punto non potevo esimermi da un assaggio di almeno un paio delle birre prodotte da questo birrificio i cui nomi sono indicativi della provenienza dei produttori: er Fine Pena e Sentite Libbero.

er Fine Pena

Siamo davanti ad una classica Golden Ale. E’ anche la prima birra prodotta dal birrificio in collaborazione con Marco Meneghin (Birra Stavio).

er Fine Pena

er Fine Pena

La schiuma è bianchissima e ha una buona persistenza. La carbonatazione è giusta per questo tipo di birra.

Molto profumata e ben luppolata è la classica birra per ogni occasione. Molto fresca e beverina con un amaro ben bilanciato.

Sicuramente interessante per accompagnare le calde serate estive.

Tipologia Golden Ale
Colore Giallo paglierino
Gradi 5%
Temperatura 6-8°C

 

Sentite Libbero

Questa è una birra molto particolare. Si tratta di una saison d’hiver, scura ed invernale (quindi godibile ancora per poco). La particolarità è data dall’aggiunta di cicorie spontanee (si avete letto bene) raccolte dalla condotta Slow Food “Raffaele Marchetti”. E’ stata

Sentite Libbero

Sentite Libbero

realizzata in collaborazione con Valter Loverier (Loverbeer).

Il colore è di un ambrato molto scuro. La schiuma ha una buona densità che ricorda quasi una stout. Le bollicine sono nella norma.

In bocca è piacevolmente amara grazie alla presenza della cicoria aggiunta in bollitura di cui si avvertono le note erbacee. Il retrogusto è pulito, luppolato e persistente.

Una birra molto particolare non facilmente abbinabile, probabilmente si può accompagnare bene con le carni grigliate o con un buon barbecue. Sicuramente da provare.

Tipologia Saison
Colore Ambrato scuro
Gradi 6,1%
Temperatura 8-10°C

Link utili:

sito Web: www.valelapena.it

Un viaggio tra le etichette della Birra

Come decidete quale birra acquistare? Cosa vi spinge a scegliere una birra piuttosto che un’altra? Di certo gusti personali, fama del birrificio, opinioni di aBirra EPICAmici o addetti del settore sono determinanti, ma allora perché aziende affermate, soprattutto nel panorama angloamericano, investono tanto in marketing e grafica? Che lo ammettiate o no, siamo spesso influenzati più o meno consapevolmente dall’aspetto visivo. Brewdog, Stone, Baladin e tanti altri l’hanno capito e il mercato pare dargli ragione: una confezione lussuosa, un’etichetta ben realizzata, un nome ben congegnato, possono aumentare di diversi punti percentuale le vendite.

A confermarcelo è Michele Boscarino, che ha curato l’intera grafica del Birrificio Artigianale EPICA. Gli abbiamo posto qualche domanda su un aspetto importante ma a volte sottovalutato di questo settore.

 

– Ciao Michele, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao, mi chiamo Michele Boscarino, sono un Graphic Designer, classe 1989.

Uno dei più illustri Maestri a cui mi ispiro afferma che Il buon design è visivamente potente, intellettualmente elegante e, soprattutto, senza tempo.

Come allievo di questa scuola di pensiero sto cercando, durante gli anni, di creare il mio codice, rispettando il canone e coltivando la creatività che contraddistingue il nostro mestiere.

Non amo le mode, ma le assimilo 6pur sapendo che invecchiano. Il metodo invece rimane eterno e viene caratterizzato. Capacità di sintesi, cura per i dettagli e versatilità delineano la mia metodica progettuale. Non mi limito a riprendere e imitare, ma provo sempre ad aggiungere, creando qualcosa di nuovo.

– Hai recentemente lavorato alla grafica del Birrificio Artigianale EPICA. Quali sono state le idee che hanno portato al risultato?

È stata una ardua impresa il rebranding di Birra Epica. Ci siamo conosciuti ad una fiera e da li è nata la collaborazione, su mia proposta, di creare un mondo con cui potessero comunicare la propria immagine1. Realizzato il nuovo Marchio, ab
biamo continuato con nuove etichette, brochure, scatole di imballaggio, spillatori, cluster, stand fieristico, felpe, poster, website, social.

L’idea è stata quella di creare un concept per una giovane Craft Brew che comunicasse in modo chiaro, moderno ed elegante. Ho creato uno stile e un tratto caratterizzante con cui ben si distinguono sul mercato.

 

– Il settore brassicolo artigianale fin dal principio è parso attento alla comunicazione grafica, ma molti birrifici italiani sembrano ancora “tiepidi” verso questo aspetto del marketing. E’ stato difficile nel tuo caso proporre (o giustificare) un lavoro così articolato?

Bisogna “Educare” il proprio cliente al buon gusto, al buon design e alla buona comunicazione, così è stato con i ragazzi del birrificio. Durante il percorso ho speso il mio tempo per spiegare la soluzione che si era trovata, il perché si era scelta e quali benefici avrebbe portato se fosse andata in produzione. Il feedback è sempre stato positivo.

 EPICA 07

– Prima di questo lavoro eri già bevitore o appassionato di birra artigianale? In questo caso esserlo o non esserlo pensi che avrebbe cambiato il tuo approccio al lavoro?

Prima della collaborazione ero già appassionato e bevitore di birra artigianale, se non fossi passato dal loro stand per assaggiarla non li avrei mai conosciuti. In questo caso sarebbe cambiato l’approccio, dato che non avrei potuto assaggiare il prodotto che dovevo comunicare.

 

– Un’etichetta o confezione quanto credi possa influenzare il cliente nell’acquisto di una birra?

Il Packaging è fondamentale per far sì che un consumatore scelga un prodotto rispetto ad un altro.

EPICA 08

– Ultima domanda: hai bevuto le birre Epica prima, dopo o durante la realizzazione della nuova linea grafica?

Ho bevuto tutte le birre in tutti e tre gli stadi temporali, assaporando il gusto e conoscendo la storia della loro creazione. Sono questi gli elementi principali che portano ad un buon risultato progettuale.

 

Grazie a:

MB / DESIGN

Michele Boscarino

Graphic Designer

M:   +39 388 1092712

E:    mboscarino.info@gmail.com

L:     linkedin / Michele Boscarino

Sconfiniamo nella Baviera tedesca verso il Gänstaller Bräu

Bentornati assetati compagni di bevute, oggi sconfiniamo nelle lande tedesche per assaggiare una pils molto interessante la Zwickel Pils del Gänstaller Bräu. E dopo questo scioglilingua andiamo a descriverla nel dettaglio.

Quella che abbiamo davanti è la classica pils della Baviera tedesca. Il colore è di un giallo scuro molto intenso. La schiuma, bianchissima e molto densa, persiste a lungo nel

Zwickel Pils

Zwickel Pils

bicchiere, una caratteristica che apprezzo molto in questo genere di birre. Il profumo ha dei sentori erbacei quasi floreali che invitano rapidamente all’assaggio.

L’attacco è subito luppolato, amaro al punto giusto e rimane persistente anche se in generale questa birra non ha molto corpo.

La bollicine sono poche e svaniscono subito. Il finale è amaro, ma in modo gentile lasciando un senso di freschezza che la rende molto beverina a causa anche della bassa gradazione (5,6%).

In definitiva un birra molto fresca che si sposa bene con le carni bianche, ma anche con una buona pizza. Io l’ho assaggiata con una meravigliosa pizza alla crema di carciofi e il matrimonio è stato indubbiamente felice. Da provare soprattutto per glia amanti delle Pils e delle Keller tedesche. Buona bevuta e alla prossima.

Tipologia Pils
Colore Giallo scuro intenso
Gradi 5,6%
Temperatura 8-10 °C

 

Link utili: